The University of Bologna and Federico Zeri
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AMICI DI FEDERICO ZERI
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Quattro Madonne con Bambino di Lazzaro Bastiani
Dipinti antichi della collezione Stroganoff dalla Fondazione Federico Zeri
Il fondo Franco Russoli nella Biblioteca Federico Zeri
Il fondo fotografico di Antonio Muñoz nella fototeca di Federico Zeri
Sulle tracce di un misterioso pittore veneto-nordico nella Fototeca Zeri
Il fondo Evelyn Sandberg Vavalà nella fototeca di Federico Zeri
Federico Zeri e la collezione Nevin. Un laboratorio di studio
Il fondo fotografico di Giuseppe Bellesi nella fototeca di Federico Zeri
Johannes Hispanus: la Madonna del Duce
Il Crocifisso gotico doloroso nella pittura sarda del Cinquecento. Tre inediti rintracciati nella Fototeca Zeri di Bologna
Un anonimo emiliano in Fototeca Zeri: il Parrish Master
Tracce del Maestro di San Jacopo a Mucciana nella Fototeca Zeri
Il fondo fotografico di Umberto Gnoli nella fototeca di Federico Zeri
La Madonna Stoclet di Duccio nella sequenza fotografica d’eccezione della Fototeca Zeri
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Un anonimo emiliano in Fototeca Zeri: il Parrish Master
    Andrea Ugolini

Fra i numerosi artisti anonimi individuati da Federico Zeri si colloca anche il Parrish Master, un pittore emiliano attivo nella cerchia dei fratelli Francia il cui name piece deriva dalla Madonna con Bambino del Parrish Art Museum di Southampton (NY) (inv. 66572). Nella fototeca dello studioso è conservato un fascicolo dedicato all’artista contenente le foto di 10 opere, fra le quali una Sacra Famiglia con san Francesco d'Assisi apparsa sul mercato vicentino prima del 1995 e finora mai riprodotta a colori (inv. 66577).


inv. 66577

Avvalendomi dei suggerimenti ricevuti da Federico Zeri, nel 1997 ho ampliato il corpus del pittore (Ugolini 1997, p. 118, n. 25). Anche altri studiosi si sono interessati a questo argomento: Andrea G. De Marchi ha aggiunto importanti dipinti (1996, pp. 46, 57, n. 7); Maria Pia Mannini ha avvicinato all'anonimo un Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria tra sant'Antonio da Padova e san Giuseppe del Museo di Prato, recentemente esposto al Palais du Luxembourg di Parigi (2009, scheda 43);


Prato, Museo Civico - Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria tra sant'Antonio da Padova e san Giuseppe

Nicosetta Roio, nelle indispensabili schede sul Francia e la sua scuola, ha invece negato l'esistenza del Parrish Master (1998, in part. pp. 294-296); Daniele Benati, infine, ha proposto di identificare nel gruppo Parrish «una variante non compiutamente isolabile […] entro il percorso dei due fratelli» Giacomo e Giulio Francia, proponendo una collocazione cronologica agli anni Trenta del Cinquecento «sulla base degli esempi lasciati a Bologna dal Parmigianino» (2005, scheda 123). Dopo Zeri gli studiosi si sono dunque divisi sulla possibilità o meno di individuare l’esistenza di un terzo artista, ovvero il Parrish Master, attivo all’interno della bottega dei due fratelli.

Per affrontare la questione con qualche elemento in più, vorrei proporre di aggiungere al catalogo dell’anonimo pittore alcune opere che mostrano analogie stilistiche con altri elementi del gruppo individuato da Zeri. Devono essere a mio avviso restituite al Parrish Master il Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria alla presenza di san Giuseppe, rubato nel 1986 dalla parrocchiale di Cerdon nel comune di Sully sur Loire e oggi disperso, e il Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria passato nel 2005 sul mercato ungherese (Budapest, Kieselbach, 3 maggio 2005, lotto 157).


Cerdon (Sully sur Loire), église Sainte-Marguerite - Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria alla presenza di san Giuseppe

Budapest, mercato antiquario - Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria

Nessuno dei due dipinti è mai stato attribuito all’ambito dei Francia juniores: il primo, dallo stile indecifrabile, è stato genericamente accostato a un seguace di Raffaello, il secondo è stato invece venduto come opera di Innocenzo Francucci da Imola. Allo stesso Francucci Carlo Volpe avvicinava una raffinata Madonna con Bambino tra san Petronio e san Domenico di collezione emiliana


Emilia, collezione privata - Madonna con Bambino tra san Petronio e san Domenico (foto concessa dal Dipartimento delle Arti Visive, Università di Bologna, Fototeca I. B. Supino, fondo C. Volpe)

che annetterei al corpus dell’artista. In anni recenti il mercato americano ha offerto altre due opere stilisticamente riconducibili a questo gruppo: un Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria con san Giovannino (New York, Christie’s, 27 gennaio 2000, lotto 122), e una Sacra Famiglia (New York, Sotheby’s, 5 giugno 2008, lotto 26A; cfr. Roio 1998, scheda 257).

Occorre infine considerare il San Giovannino tra san Paolo e santa Dorotea, un dipinto di qualità decisamente elevata che Roio riferisce alla fase più estrosa di Giulio Francia quando, servendosi della collaborazione di artisti come il francese De Ardavilis, mostra interesse per il Parmigianino. A mio avviso tutti questi dipinti appartengono a un’unica mano, e riflettono quindi o un momento di Giulio stesso, come suggerisce la Roio, o il lavoro di un collaboratore. Ed è proprio questo il nodo della questione.

Per valutare la candidatura di Giulio bisogna partire del fatto che la pala con Natività e santi conservata nella chiesa bolognese di S. Cristina, datata 1551, spetta certamente a Giacomo, poiché realizzata dopo la morte del fratello.


Bologna, chiesa di S. Cristina - Natività di Gesù e santi

A questa tavola possono senz’altro essere avvicinati i settori centrale e sinistro della pala con Madonna con Bambino e santi proveniente dalla chiesa di S. Agnese di Bologna e ora alla Gemäldegalerie di Berlino (Roio 1998, scheda 201, crf. Ugolini 1997);


Berlino, Gemäldegalerie - Madonna con Bambino e santi

diversa invece appare la parte destra con la santa e san Giovannino, ascrivibile pertanto a Giulio. Nessuna di queste due parti del dipinto è stilisticamente compatibile con il gruppo Parrish, che viceversa presenta affinità con la Madonna con Bambino tra san Giuseppe, san Giovannino e san Sebastiano, datata 1535 e conservata nella chiesa parrocchiale di Fuipiano Valle Imagna (BG) (inv. 135670). A mio parere si può ritenere che il Parrish Master, il collaboratore attivo nella bottega, sia stato incaricato di dipingere la pala bergamasca con l’aiuto di un qualche allievo; a quest’opera sarebbe poi stata apposta una firma di bottega volutamente ambigua: I. FRANCIA.

L’ipotesi che il Parrish Master altro non sia che una fase di Giulio resta sì praticabile ma molto improbabile in quanto il suo stile non è presente nelle due pale citate di Bologna e Berlino. Doveva trattarsi piuttosto di un artista che, all’interno della bottega, assolveva all’incarico di produrre in autonomia soprattutto opere da cavalletto, come per esempio i Matrimoni mistici sopra elencati, diversi fra loro per sottili variazioni iconografiche. Alla luce di queste considerazioni è dunque preferibile, se non necessario, distinguere la figura del Parrish Master da quelle dei fratelli Francia, così come proposto da Zeri.

Bibliografia

De Marchi 1996
Andrea G. De Marchi in Nuova guida alla Galleria Doria Pamphilj, Roma 1996

Ugolini 1997
Andrea Ugolini, La dinastia di Francesco Francia, «Arte Cristiana», 779, 1997, pp. 109-120

Roio 1998
Nicosetta Roio in Emilio Negro, Nicosetta Roio, Francesco Francia e la sua scuola, Modena 1998

Benati 2005
Daniele Benati in I dipinti della Pinacoteca Civica di Budrio, Bologna 2005

Mannini 2009
Maria Pia Mannini in Filippo et Filippino Lippi. La Renaissance à Prato, Cinisello Balsamo 2009

 
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