FEDERICO ZERI. DIETRO L'IMMAGINE. Opere d'arte e fotografia. On-line exhibition
Premessa
Biografia di Federico Zeri
La fototeca di Federico Zeri
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Villa Zeri a Mentana
Pietro Cavallini
Pietro Lorenzetti
Sassetta
Donato de’ Bardi
Il Maestro dei Baldraccani
Cola dell’Amatrice
Il Maestro dei paesaggi Kress
Lelio Orsi
Pittura e Controriforma
Caravaggio
El Labrador
Bernini
I grandi formati della Fototeca Zeri
I luoghi perduti
Federico Zeri e la battaglia per la tutela

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FEDERICO ZERI, DIETRO L'IMMAGINE. Opere d'arte e fotografia

Bernini contro Bernini

Intorno al 1965 Zeri ritrova in una villa di Frascati le statue delle Quattro Stagioni che restituisce al giovane Bernini. Pochi anni più tardi gli attribuisce anche il Fauno con putti rimasto fino all’Ottocento nella casa di Bernini stesso in via della Mercede a Roma.
Il riconoscimento spiazzante di queste sculture spettacolari, fino ad allora ritenute opere dell’Ottocento, segna un momento fondamentale negli studi su Gian Lorenzo, sul padre di questi, Pietro, e sul loro comune operare nel corso del secondo decennio del Seicento. Col consueto acume storico, Zeri individua le ragioni di tale oblio: “Il lettore che non sia storico dell’arte si chiederà come mai capolavori del genere siano rimasti ignorati; gli si deve rispondere che ciò è il risultato dell’azione stessa di Gian Lorenzo, che voleva passare ai posteri come una nuova Minerva, uscita tutta formata e armata dal cervello di Giove”, cancellando anche il ricordo della sua iniziale e quasi inestricabile collaborazione col padre.
Le cinque sculture hanno gettato nuova luce sulla genesi del barocco a Roma, sui suoi rapporti con l’eredità ellenistica e con gli aspetti più vivi ed estrosi della tarda Maniera, di cui il Bernini padre era considerato da Zeri uno dei massimi interpreti su scala europea.
La mostra infine offre al pubblico la rara opportunità di ammirare due pezzi della memorabile serie, l’Autunno e l’Inverno, “uno tra i personaggi più indimenticabili della scultura italiana […] a mezza via tra il ‘burino’ e i prigionieri con berretto frigio dell’Arco di Settimio Severo”, accanto ad altri due marmi di Pietro Bernini appartenuti allo stesso Federico Zeri e oggi a Bergamo, tra cui un modelletto per casa Borghese, testimonianza delle prodigiose capacità tecniche di questo scultore offuscato dalla gloria del figlio.

 
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