FEDERICO ZERI. DIETRO L'IMMAGINE. Opere d'arte e fotografia. On-line exhibition
Premessa
Biografia di Federico Zeri
La fototeca di Federico Zeri
La biblioteca di Federico Zeri
Villa Zeri a Mentana
Pietro Cavallini
Pietro Lorenzetti
Sassetta
Donato de’ Bardi
Il Maestro dei Baldraccani
Cola dell’Amatrice
Il Maestro dei paesaggi Kress
Lelio Orsi
Pittura e Controriforma
Caravaggio
El Labrador
Bernini
I grandi formati della Fototeca Zeri
I luoghi perduti
Federico Zeri e la battaglia per la tutela

The University of Bologna and Federico Zeri
The organs of the Foundation
Contributions
Contact us
AMICI DI FEDERICO ZERI
Photograph library on-line catalogue
Library on-line catalogue
FEDERICO ZERI, DIETRO L'IMMAGINE. Opere d'arte e fotografia

Caravaggio, ripensare gli inizi

Nel 1976 Zeri propone clamorosamente di attribuire a Caravaggio poco più che ventenne, allievo nella bottega romana del Cavalier d’Arpino, due nature morte della Galleria Borghese, da sempre considerate opere fiamminghe del tardo Seicento.
Punto di partenza è la rilettura di un documento del 1607, l’inventario delle opere sequestrate al Cavalier d’Arpino da papa Paolo V.
Zeri si accorge che entrambi i dipinti Borghese sono citati nel documento; poi identifica nello stesso inventario altre nature morte, come l’Allegoria della Primavera qui esposta; infine riconduce tutte e tre le opere a un unico artista, quel Maestro della natura morta di Hartford così chiamato dalla tela conservata al museo di Hartford, anch’essa individuata da Zeri nel documento.
Le due tele Borghese, fortemente retrodatate, assumono dunque il valore di archetipi, di modelli esemplari per l’origine della natura morta in Italia.
In un crescendo da detective story, Zeri propone di far coincidere il Maestro di Hartford con Caravaggio giovane, la cui attività appare sfuggente fino all’età di ventitré-ventiquattro anni.
La carta giocata da Zeri, in aggiunta ai molti riscontri stilistico-formali, è il peso attribuito alle fonti, in particolare al passo in cui Giovan Pietro Bellori (1672) afferma che Caravaggio - per noi grandissimo pittore di figura - era ai suoi esordi confinato nel ruolo di pittore specialista di fiori e di frutti: “dalla necessità costretto andò a servire il Cavaliere Giuseppe d’Arpino, da cui fu applicato a dipingere fiori, e frutti…”.
E proprio per misurarsi con la pittura più nobile, quella di figura, l’allievo si sarebbe ribellato al maestro: “ma esercitandosi egli di mala voglia in queste cose [le nature morte], e sentendo gran rammarico di vedersi tolto alle figure … uscì di casa di Giuseppe”.
Una testimonianza, questa, molto importante, che ci aiuta a capire fra l’altro la genesi di uno dei più interessanti dipinti del gruppo: l’Allegoria della Primavera eseguita in due tempi da due artisti diversi, con ruoli distinti, uno per la natura morta, l’altro per le figure. Al Maestro di Hartford-Caravaggio compete senz’altro il brano di natura morta, mentre le figure furono inserite più tardi da Carlo Saraceni, erede riconosciuto del caravaggismo romano.

 
© 2003 - 2010 Fondazione Federico Zeri Top of the page | Foundation | Federico Zeri | Photograph library | Library | Epigraphs