La collezione di cataloghi d'asta

La collezione di 37.000 cataloghi d'asta della Biblioteca Zeri è la più cospicua esistente in Italia. La raccolta comprende cataloghi italiani e stranieri suddivisi per nazionalità e data di vendita, tra la fine dell'Ottocento e il 1998.
Tra i nuclei più rilevanti si segnalano: cataloghi inglesi (15.500), francesi (4.000), tedeschi (3.000, con un elevato numero di esemplari ottocenteschi), italiani (2.000).
A questi si aggiungono i cataloghi di numerosi paesi europei e americani, oltre a nuclei organizzati per tipologia: arti decorative (4.000), arte contemporanea (2.500), arte extraeuropea (1.500), pittura inglese (1.000).
 
La raccolta si è costituita grazie alla collaborazione di Zeri con collezionisti, antiquari e case d'asta, in alcuni casi rilevando raccolte private come quelle degli antiquari  Eugenio Di Castro e Alfredo Barsanti o, per i cataloghi più antichi, tramite attente selezioni sul mercato librario.
 
La collezione è notevole soprattutto per la rarità delle case d'asta e per la completezza della documentazione relativa agli anni di più vivace attività dello studioso in relazione al mercato, tra il 1960 e il 1998. Vi sono rarissimi cataloghi della fine dell'Ottocento e di inizio Novecento che testimoniano delle grandi dispersioni avvenute nei primi decenni del secolo e permettono di approfondire la storia di importanti collezioni oggi smembrate.
 
Ai cataloghi si accompagnano listini, calendari, anteprime delle aste e documenti come lettere, appunti, articoli di giornale. I volumi sono spesso postillati da Federico Zeri e da altri storici dell'arte, antiquari e collezionisti con indicazioni sui prezzi, dettagli dell'acquisto e informazioni relative alle opere d'arte vendute.
 
I volumi catalogati documentano l'attività di oltre 1.000 case d'asta, gallerie e antiquari, spesso testimoniati solo dal materiale della Fondazione Zeri, come alcuni cataloghi Ciardiello, Battistelli, Scopinich, Warowland.
Sono inoltre presenti vendite di collezioni poco o niente affatto note, come la collezione Friedlander (Simonetti, 1934), Guidi (Sangiorgi, 1902; Galardelli e Mazzoni, 1910), Spinelli (Galleria Bellini, 1934), Conte Andrea di Robilant (Galleria Bellini, 1933).
 
Il database 'Cataloghi d'asta'
A dicembre 2013 si è conclusa la catalogazione dei primi 14.000 volumi nel Polo unificato bolognese aderente al Servizio bibliotecario nazionale Opac SBN. Il patrimonio librario nazionale è stato arricchito con un fondo unico nel suo genere (il 70% dei volumi non è presente in altre biblioteche italiane).
 
Oltre alla catalogazione, la Fondazione ha realizzato un database specifico, consultabile online, perfettamente integrato con quello della Fototeca Zeri, in cui sono confluiti i dati degli esemplari schedati.
Obiettivo del progetto è stato quello di mettere in relazione le informazioni ricavate dai cataloghi d'asta con le schede delle opere e con le fotografie presenti nella banca dati della fototeca. La quantità di informazioni disponibili rende il database Cataloghi d'asta uno strumento unico per la documentazione e la conoscenza di dipinti, sculture e oggetti d'arte, indispensabile per la ricostruzione di collezioni disperse e per la storia del collezionismo, soprattutto novecentesco.
Fondamentale soprattutto per i cataloghi privi di apparato iconografico o illustrati solo parzialmente, che vengono così arricchiti dalle immagini delle opere vendute.
 
Attraverso la condivisione e il collegamento con i dati e i materiali della fototeca, il database permette ricerche immediate e specifiche fino ad oggi impossibili. Oltre alla normale ricerca bibliografica per Titolo, Autore, Anno del catalogo, è possibile quella per Luogo e Data di vendita (GG/MM/AA), Codice d'asta, Collezione, Tipologia e Datazione delle opere vendute.
 
Questa banca dati si propone come piattaforma comune per la condivisione, anche tra istituzioni diverse, di informazioni relative ai cataloghi d'asta e alle opere passate sul mercato.
 
La catalogazione dei 14.000 volumi ha ricevuto un contributo dall'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna. Si è avvalsa della collaborazione della Soprintendenza per i Beni librari e documentari e del Settore gestione e sviluppo del catalogo del Polo Bolognese dell'Università di Bologna.