La Fototeca Supino

Una raccolta di 8.200 fotografie antiche e rare del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna appartenute allo studioso Igino Benvenuto Supino fondatore del primo Istituto di Storia dell’Arte dell’Ateneo bolognese nel 1906.

È in corso il progetto di catalogazione e valorizzazione di questo straordinario fondo fotografico che documenta specialmente monumenti  e opere di scultura antica in Italia e nel vicino oriente, a cura della Fondazione Federico Zeri in collaborazione con Dipartimento delle Arti e Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna.

La Fondazione Federico Zeri fin dalla sua istituzione ha avuto come principale obiettivo la conservazione, gestione e valorizzazione della straordinaria Fototeca lasciata da Zeri all'Università: 290.000 fotografie di opere d'arte, considerata l'archivio fotografico più importante al mondo per lo studio dell'arte italiana.
Su questa raccolta, e su altre pervenute per donazione negli anni successivi, è stato avviato un progetto all'avanguardia per la catalogazione e digitalizzazione del materiale analogico che ha portato alla creazione di una banca dati online unica nel suo genere, oggi considerata un riferimento imprescindibile per gli studi storico artistici. A questo lavoro la Fondazione affianca un'intensa attività di formazione, rivolta a giovani laureati e operatori del settore, sui temi della gestione e catalogazione di archivi fotografici di storia dell'arte,

Anche altri soggetti dell'Università di Bologna sono da tempo impegnati nella conservazione e studio di raccolte fotografiche di storia dell'arte.
Il Dipartimento delle Arti conserva un archivio fotografico di 107.000 fototipi composto da collezioni di grande rilevanza: la Fototeca Supino, l'Archivio Croci, la Fototeca Volpe e la "Miscellanea Istituto di Storia dell'Arte".
Il Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna ha organizzato negli anni passati un Master in Direzione e organizzazione dell'archivio e della biblioteca il cui piano didattico includeva un modulo sugli archivi fotografici, ha un insegnamento di Storia, conservazione e catalogazione della fotografia e degli audiovisivi e gestisce al suo interno un laboratorio informatico per l'acquisizione di immagini digitali.

Grazie alla sinergia di eperienze e opportunità condivise tra i due Dipartimenti e la Fondazione Federico Zeri è stato possibile avviare un progetto per la valorizzazione della Fototeca Supino.

Descrizione del fondo e motivi di interesse

Il fondo Supino è costituito da 8.220 fotografie, raccolte e ordinate da Igino Benvenuto Supino (1858-1940), insigne studioso di storia dell'arte e fondatore del primo Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Bologna nel 1906. Nel 1952 è stato donato dagli eredi all'Ateneo perché si procedesse alla sua valorizzazione.

Negli anni la fototeca ha attraversato alterne vicende che hanno portato da un lato alla scorporazione temporanea di una cosiddetta "Partizione antica" (3.370 stampe all'albumina di formato medio-grande trasportate presso l'Archivio storico dell'Università per motivi conservativi e oggi riunite al fondo originario), dall'altro all'avvio di progetti di catalogazione che si sono però arrestati ad uno stadio embrionale.
L'interesse dei materiali giustifica una nuova attenzione. I fototipi (carte salate, albumine, aristotipi, gelatine ai sali d'argento) sono infatti databili tra la seconda metà dell'Ottocento e gli anni Trenta del Novecento e presentano timbri e annotazioni autografe di Supino e di altri studiosi. L'archivio è in grado di documentare il precoce interesse di Supino nei confronti del mezzo fotografico a supporto della didattica e della ricerca storico-artistica. Insieme alle fotografie nei faldoni originali si trovano appunti e contributi manoscritti che rappresentano un'importante testimonianza del metodo di lavoro e dell'approfondimento scientifico dello storico dell'arte.

Il fondo è stato recentemente oggetto del convegno Igino Benvenuto Supino e la sua Fototeca, a cura di Marinella Pigozzi (Bologna, Dipartimento delle Arti, 21 novembre 2017). Un assegno di ricerca annuale ha permesso alla giovane studiosa Giulia Calanna di approfondire lo studio dei materiali e la conoscenza della Fototeca Supino. Questo ha consentito nel 2019 di procedere al riordino, catalogazione e valorizzazione della raccolta.