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Premio Federico Zeri 2013
Catalogare e conservare gli archivi fotografici di storia dell’arte. Casi esemplari a Bologna e Venezia.
13-16 marzo 2013
Rintracciare le opere d’arte nei cataloghi d’asta di Federico Zeri. Due collezioni di primo Novecento.
20 settembre-31 ottobre
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Quattro Madonne con Bambino di Lazzaro Bastiani
Dipinti antichi della collezione Stroganoff dalla Fondazione Federico Zeri
Il fondo Franco Russoli nella Biblioteca Federico Zeri
Il fondo fotografico di Antonio Muñoz nella fototeca di Federico Zeri
Sulle tracce di un misterioso pittore veneto-nordico nella Fototeca Zeri
Il fondo Evelyn Sandberg Vavalà nella fototeca di Federico Zeri
Federico Zeri e la collezione Nevin. Un laboratorio di studio
Il fondo fotografico di Giuseppe Bellesi nella fototeca di Federico Zeri
Johannes Hispanus: la Madonna del Duce
Il Crocifisso gotico doloroso nella pittura sarda del Cinquecento. Tre inediti rintracciati nella Fototeca Zeri di Bologna
Un anonimo emiliano in Fototeca Zeri: il Parrish Master
Tracce del Maestro di San Jacopo a Mucciana nella Fototeca Zeri
Il fondo fotografico di Umberto Gnoli nella fototeca di Federico Zeri
La Madonna Stoclet di Duccio nella sequenza fotografica d’eccezione della Fototeca Zeri
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La fototeca

La fototeca di Federico Zeri è costituita da 290.000 fotografie di opere d’arte e monumenti. Si tratta in massima parte di stampe su carta in bianco e nero, di vari formati e tecniche (gelatine ai sali d’argento, albumine, aristotipi, collotipi e stampe al carbone) e in minima parte di stampe a colori e diapositive.

La storia della formazione della fototeca si intreccia con il percorso professionale e intellettuale di Federico Zeri. Il 24 marzo 1947 Zeri scrive a Bernard Berenson confessando di avere una fototeca ancora “esigua e disordinata”. Proprio in quell’epoca acquista chiarezza l’ambizioso progetto che sfocerà nella realizzazione “del più grande archivio privato al mondo sulla pittura italiana”: così egli stesso lo definì nel 1995.
Come per altri illustri rappresentanti della connoisseurship internazionale, da Bernard Berenson a Roberto Longhi, l’archivio fotografico era per Federico Zeri uno strumento di lavoro insostituibile per l’analisi filologica delle opere. Ma diversamente dagli archivi di altri studiosi, nati quale naturale prolungamento delle loro attività di ricerca, la sua fototeca è andata formandosi secondo un progetto più ampio e articolato.

L’archivio conserva infatti, oltre alla ricchissima sezione Pittura italiana (151.500 fotografie), importanti sezioni dedicate alla scultura italiana (17.000), all’archeologia (5.300), all’architettura (8.800), al disegno (12.700), alle arti applicate (18.000), alla miniatura (5.500), ma anche alle icone, ai tromp l’oeil e anamorfosi. Argomenti che Zeri non approfondì nei suoi studi ma che mostrano l’ampiezza dei suoi interessi, l’instancabile curiosità e passione che lo animavano.
Si segnala inoltre il nucleo sulla natura morta italiana ed europea (14.000 fotografie), forse il più ricco e prezioso tra quelli esistenti.






 
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