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FEDERICO ZERI, DIETRO L'IMMAGINE. Opere d'arte e fotografia. Mostra on-line
Roma nel Rinascimento. Le arti all’epoca di Paolo II e Sisto IV (1464-1484). Mentana, Villa Zeri, 10-12 giugno 2010
Paesaggio. Immagine e realtà. 25-30 ottobre 2010
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Federico Zeri
nella sua biblioteca a Mentana

La biblioteca d’arte di Federico Zeri è formata da oltre 46.000 volumi, circa 37.700 cataloghi d’asta e 60 testate di riviste. Indissolubilmente legata alla fototeca, ne costituisce il naturale prolungamento scientifico e rispecchia il percorso professionale e intellettuale dello studioso, che ne curò personalmente la progettazione e la collocazione all’interno della sua villa di Mentana.
Il fatto che la biblioteca sia stata preservata e conservata esattamente come è stata lasciata dal suo proprietario permette di avere oggi una vera Biblioteca d'Autore. Oltre al valore intrinseco di ciascun libro, essa deriva la sua specificità dalla disposizione stessa dei volumi, che istituiscono relazioni inedite tra gli artisti e percorsi di lettura che riflettono gli studi e le ricerche di Zeri. A tali motivi di unicità si aggiunge quello costituito dalla presenza, su molti volumi, di dediche e note autografe e di materiali allegati come lettere, fotografie, articoli, che testimoniano il lavoro critico dello studioso.
La biblioteca si presenta come un organismo fortemente connotato dalle scelte intellettuali e dalla visione del suo proprietario percepibili nella estrema ricchezza e varietà dei contenuti che coprono vasti settori della storia dell’arte italiana ed europea. Altri nuclei rispecchiano gli interessi di Zeri per l’archeologia, la cultura islamica e medio orientale, le arti applicate.

Consistenza e caratteristiche delle sezioni
Dal settembre 2007 il nucleo più importante della biblioteca d’arte di Federico Zeri è stato trasferito nella sede bolognese.
La sezione più ricca è quella relativa alla pittura italiana dal Medioevo all’Ottocento ed è composta da monografie, cataloghi ed estratti.
Sono presenti inoltre sezioni significative dedicate alla scultura, alla miniatura, all’arte medievale, al disegno, all’incisione, all’arte straniera, alle arti applicate, all’arte classica, all’arte bizantina, all’archeologia, all’architettura, all’iconografia, ai cataloghi di musei e alle fonti della storiografia artistica.
La sezione sul Novecento è arricchita dal fondo librario dello studioso Franco Russoli (già Soprintendente di Brera), un fondo acquisito da Zeri per evitarne la dispersione.
Il nucleo dei cataloghi d’asta (non ancora trasferito a Bologna) è fra i più cospicui oggi esistenti e comprende molti cataloghi rari italiani e stranieri dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, oltre ai cataloghi degli anni recenti.
La Fondazione intende preservare e incrementare tale patrimonio. Sono stati infatti acquistati volumi arretrati, dal 1999, selezionati in rapporto ai campi di ricerca del fondo originario. Contemporaneamente si è dato avvio all’acquisto delle opere correnti.

Biblioteca e sala di consultazione

Il progetto di inventariazione e catalogazione
La sistemazione della biblioteca tende a mantenere la disposizione originaria dei volumi per conservare i legami e i rimandi tematici istituiti fra le varie sezioni da Federico Zeri. L’operazione di inventariazione rispetta quindi l’ordine voluto dallo studioso e renderà possibile distinguere il nucleo originario dalle acquisizioni successive.
La catalogazione dei volumi avverrà in SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale) per dare al patrimonio librario la maggiore visibilità e accessibilità in rete e per garantire l’uniformità col sistema di catalogazione adottato dalle biblioteche dell’Ateneo di Bologna. Da ottobre 2008 la biblioteca è accessibile agli studiosi.

La sala di consultazione
L'allestimento della grande sala di consultazione è stato progettato dall'architetto Sergio Bettini. Pensato per sfruttare integralmente lo spazio a favore della biblioteca, permette un veloce e autonomo accesso ai volumi, tutti disponibili a scaffale aperto e consente una agevole consultazione dei materiali fotografici originali della fototeca.
Il fulcro del progetto è costituito dal vasto salone con copertura a capriate (454 mq), in origine dormitorio delle novizie. Lo spazio è dotato di 40 postazioni di lettura, tra cui 8 postazioni informatiche fisse (I MAC) da cui consultare il database della fototeca e il catalogo della biblioteca, dotate ciascuna di accesso internet (cavo o wireless), illuminazione propria a led e collegamenti elettrici.
L'allestimento della biblioteca è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

 
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