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FEDERICO ZERI, DIETRO L'IMMAGINE. Opere d'arte e fotografia. Mostra on-line
Roma nel Rinascimento. Le arti all’epoca di Paolo II (1464-1471) e Sisto IV (1471-1484). Mentana, Villa Zeri, 10-12 giugno 2010
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L'Università di Bologna per Federico Zeri

Con testamento datato 29 settembre 1998 Federico Zeri lega all’Università di Bologna la villa di Mentana, il parco di 10 ettari, 3 case coloniche, la collezione di epigrafi romane, la biblioteca d’arte (circa 85.000 volumi tra libri d’arte, cataloghi d’asta e periodici) e la fototeca (circa 290.000 fotografie).
Alla base di tale scelta vi è il rapporto di stima e fiducia reciproca cresciuto negli anni tra Federico Zeri e l’Ateneo bolognese, nonostante le note idiosincrasie dello studioso per il mondo accademico. Numerose e indimenticabili sono state le sue conferenze tenute all’Università di Bologna nel corso degli anni Ottanta e Novanta. E proprio dall’Ateneo bolognese doveva giungergli il massimo riconoscimento italiano per la sua attività di studioso, quando, il 6 febbraio 1998, fu insignito della laurea honoris causa dal rettore Fabio Roversi Monaco.
Tenendo fede a un lascito di questa importanza, nel 1999 l’Università di Bologna costituisce la “Fondazione Federico Zeri”, con sede legale a Mentana, sulla base dello statuto presentato e approvato dal Ministero per i Beni Culturali il 12 settembre 2000.


La sala di consultazione della Fondazione Federico Zeri a Bologna

Una Fondazione di storia dell'arte
Dal 2001 il progetto della Fondazione, fortemente voluto dal Rettore Pier Ugo Calzolari e da Anna Ottani Cavina, rispettivamente presidente e direttore, è di costituire un centro di ricerca avanzata nel campo degli studi umanistici, altamente specializzato nell’ambito della Storia dell’arte, e insieme un centro di promozione della cultura, nel contesto di un’università moderna e dinamica e con l’appoggio di un qualificato comitato scientifico internazionale.
A questo scopo sono stati avviati rapporti di collaborazione con istituzioni come The Getty Research Institute di Los Angeles, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies di Villa I Tatti a Firenze, il Courtauld Institute di Londra, l’Institut National d’Histoire de l’Art (INHA) di Parigi.
Obiettivo prioritario della Fondazione è di assicurare la fruizione pubblica dei beni di cui è entrata in possesso. In particolare, dal 2002 è in corso la catalogazione, digitalizzazione e messa on line della fototeca di Federico Zeri.
Dal settembre 2007, a questo impegnativo progetto si aggiunge l’inventariazione, la catalogazione e l’aggiornamento della biblioteca, che da ottobre 2008 è accessibile agli studiosi.
La Fondazione intende promuovere attività di ricerca attraverso seminari, laboratori e borse di studio che, a partire dalle potenzialità offerte dalla fototeca e dalla biblioteca consentano un dialogo interdisciplinare tra studiosi.
La sede bolognese della Fondazione Zeri è nel convento restaurato di Santa Cristina, complesso architettonico rinascimentale situato nel centro storico della città, che l'Università ha reso funzionale alla sistemazione dell’archivio fotografico, della biblioteca d’arte e alla organizzazione del centro studi dotato di una grande sala di lettura e di consultazione con postazioni informatiche.

 
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