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Quattro Madonne con Bambino di Lazzaro Bastiani
Dipinti antichi della collezione Stroganoff dalla Fondazione Federico Zeri
Il fondo Franco Russoli nella Biblioteca Federico Zeri
Il fondo fotografico di Antonio Muñoz nella fototeca di Federico Zeri
Sulle tracce di un misterioso pittore veneto-nordico nella Fototeca Zeri
Il fondo Evelyn Sandberg Vavalà nella fototeca di Federico Zeri
Federico Zeri e la collezione Nevin. Un laboratorio di studio
Il fondo fotografico di Giuseppe Bellesi nella fototeca di Federico Zeri
Johannes Hispanus: la Madonna del Duce
Il Crocifisso gotico doloroso nella pittura sarda del Cinquecento. Tre inediti rintracciati nella Fototeca Zeri di Bologna
Un anonimo emiliano in Fototeca Zeri: il Parrish Master
Tracce del Maestro di San Jacopo a Mucciana nella Fototeca Zeri
Il fondo fotografico di Umberto Gnoli nella fototeca di Federico Zeri
La Madonna Stoclet di Duccio nella sequenza fotografica d’eccezione della Fototeca Zeri
Modalità di partecipazione
Il fondo fotografico di Umberto Gnoli nella fototeca di Federico Zeri
    Giulia Alberti – Fondazione Federico Zeri, Bologna

Straordinaria per ricchezza e varietà di materiali, la fototeca di Federico Zeri rivela la sua unicità anche per l’attenzione da lui rivolta all’acquisizione di interi fondi fotografici appartenuti a storici dell’arte, studiosi e antiquari, altrimenti destinati alla dispersione.
L’individuazione, lo studio e la ricomposizione virtuale di questi fondi permettono di approfondire le fasi di formazione della fototeca di Zeri e offrono percorsi inediti di ricerca per la storia stessa delle opere e della loro fortuna critica tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Una delle raccolte fotografiche più antiche e considerevoli confluite nella fototeca di Zeri è quella appartenuta allo storico dell’arte Umberto Gnoli (Roma,1878 – Campello sul Clitunno, 1947).
Come tutte le fotografie raccolte dallo studioso, anche quelle del fondo Gnoli sono state riordinate da Zeri all’interno delle buste e dei fascicoli del suo archivio.

In mancanza di una documentazione circostanziata relativa alla consistenza e alla struttura originaria del fondo, gli unici strumenti utili alla sua ricomposizione sono stati i documenti fotografici stessi. La loro appartenenza a Umberto Gnoli è stata stabilita grazie alle note autografe spesso presenti sui versi delle fotografie. In questo senso è stato di grande aiuto il ritrovamento, nella sezione «Arti decorative», di una cartolina (inv. 267890), inviata da Gnoli alla moglie Margherita Hummel nel 1912, che ha permesso di riconoscerne con certezza la grafia. L’individuazione delle fotografie di Gnoli è stata inoltre facilitata dalla presenza di più di 370 stampe fotografiche che recano sul verso la firma o le iniziali dello studioso («U. Gnoli», «Gnoli», «U.G.»).


inv. 267890, recto

inv. 267890, verso

Nella sezione «Pittura italiana» sono state individuate oltre 1300 fotografie riconducibili al fondo Gnoli. In particolare il nucleo più consistente (950 fotografie) è quello che documenta l’arte umbra tra il XIV e il XVI secolo, l’ambito di ricerca privilegiato dallo studioso.
Si tratta tuttavia di un conteggio ancora parziale, dal momento che, per stabilire l’esatta consistenza del fondo, bisognerà analizzare tutte le sezioni che compongono la fototeca Zeri.
Grazie ad una ulteriore ricerca sono state identificate, ad esempio, altre 48 fotografie nella sezione «Scultura» e 90 nel nucleo di «Arti decorative». Tra queste ultime si segnalano alcune stampe all’albumina, pubblicate nel volume L’arte umbra alla mostra di Perugia, edito all’indomani della Mostra di Antica Arte Umbra (1907), di cui Gnoli aveva curato la sezione Oreficeria (Gnoli 1908).
Circa 1450 sono quindi le fotografie attualmente riconducibili al fondo Gnoli. La maggior parte sono albumine e gelatine ai sali d’argento, ma si contano anche aristotipi, stampe al carbone, un cianotipo e numerose stampe fotomeccaniche (collotipi e stampe fotomeccaniche a mezzatinta).
Gli autori delle fotografie, finora individuati grazie ai timbri e alle iscrizioni sui versi, sono 30. Fra questi, oltre a Sansoni, Anderson e ai Fratelli Alinari, sono documentati anche vari fotografi locali, attivi in Umbria tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento (Stabilimento Armoni-Raffaelli di Orvieto, Sisinio Marini di Amelia, ecc…).

Molte sono le fotografie che presentano sui versi indicazioni manoscritte relative alla loro pubblicazione. Il confronto tra le note di Gnoli e la sua produzione scientifica ha permesso di risalire ai saggi e agli articoli in cui alcune di esse sono state pubblicate (invv. 72307, 72299, 49263, 70857).


inv. 72307, recto

inv. 72307, verso

inv. 72299, recto

inv. 72299, verso

Nella fototeca di Zeri si conservano, ad esempio, le fotografie originali, corredate di firma e note autografe, pubblicate da Gnoli nel volume Pittori e miniatori nell’Umbria (Gnoli 1923), la cui riedizione è stata curata proprio da Federico Zeri nel 1980 (invv. 49742, 48659, 49240, 70793).


inv. 49742, recto

inv. 49742, verso

inv. 49240, recto

inv. 49240, verso

Certamente il fondo Gnoli doveva configurarsi come una vera e propria fototeca nata dal lavoro e dalla ricerca dello studioso. Le date, comprese tra il 1914 e il 1926 e spesso riportate a matita sui versi delle fotografie, lasciano supporre che il nucleo fondamentale del fondo si sia formato negli anni in cui Gnoli ricoprì le cariche di soprintendente e direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria (Rolfi 2001, p. 467; Briganti 2007, pp. 287-288).

Oltre ad alcuni appunti manoscritti e lettere allegati alle fotografie, fanno parte del fondo anche 22 volumi, tra cui 17 cataloghi di musei italiani e stranieri, appartenuti allo studioso e ora conservati nella biblioteca della Fondazione Zeri.
Nei cataloghi, databili tra il 1881 e il 1939, Gnoli integra le notizie relative ai pittori di scuola umbra con annotazioni stilistiche e attributive e indica, dove le possiede, la presenza delle fotografie delle opere nella sua fototeca.

Ancora da chiarire sono le modalità e i tempi di acquisizione del fondo da parte di Zeri, e se le fotografie ora conservate in fototeca costituissero l’intero fondo o soltanto una parte.
La presenza delle fotografie di Gnoli nell’archivio di Zeri è documentata con certezza dal 1961, anno in cui Zeri utilizza in un suo articolo (Zeri 1961) una fotografia già pubblicata da Gnoli in Pittori e miniatori dell’Umbria (inv. 48293).


inv. 48293, recto

inv. 48293, verso

È probabile che il fondo fotografico fosse incompleto al momento della sua acquisizione da parte di Zeri, se è vero quanto riferisce Ottorino Gurrieri (Gurrieri 1974) a proposito di un violento temporale che, dopo la morte di Gnoli, avrebbe allagato la residenza di Campello sul Clitunno e distrutto le fotografie, gli appunti e la biblioteca dello studioso.

Le fotografie di Gnoli sono state inventariate e la loro digitalizzazione e catalogazione informatizzata procedono di pari passo con quelle della fototeca di Zeri. Al fondo Gnoli è stata inoltre applicata in via sperimentale la scheda «Fondo Fotografico», la cui normativa è tuttora in fase di elaborazione da parte dell’ICCD. L’applicazione di questa scheda all’archivio fotografico di Gnoli si è rivelata particolarmente interessante per la natura specifica del fondo, non più esistente nella sua struttura e fisionomia originarie, ma fisicamente presente e ricostruibile all’interno delle buste della fototeca Zeri.

Bibliografia

Gnoli 1908
Umberto Gnoli, L’arte umbra alla mostra di Perugia, Bergamo, 1908

Gnoli 1923
Umberto Gnoli, Pittori e miniatori nell’Umbria, Spoleto, 1923

Zeri 1961
Federico Zeri, Bartolomeo di Tommaso da Foligno, “Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione”, s. IV, XLVI, I-II, 1961, pp. 41-64

Gurrieri 1974
Ottorino Gurrieri, La tavola di Castiglion del Lago (A proposito di una attribuzione e di una polemica), in “Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria”, LXXI, 2, pp. 131-135

Rolfi 2001
Serenella Rolfi, Umberto Gnoli, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 57, Roma 2001, pp. 466-469

Briganti 2007
Tiziana Briganti, Umberto Gnoli, in Dizionario biografico dei soprintendenti storici dell’arte (1904-1974), Bologna 2007, pp. 284-281

 
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