I grandi formati della fototeca Zeri
La sperimentazione a tutto campo che, dagli anni Ottanta dell’Ottocento, fa seguito alla diffusione delle nuove tecniche fotografiche, decreta la nascita e il successo dei grandi formati.
Per l’alta precisione nella resa dei dettagli, fino ad allora ottenuta soltanto attraverso l’incisione, e per la raffinatezza delle tecniche di stampa, all’albumina e al carbone, queste fotografie di dimensioni spesso imponenti diventano esse stesse preziosi oggetti da collezione.
Delle duemila fotografie di grande formato presenti nella fototeca Zeri, e che ormai possiamo definire antiche, la mostra espone quarantaquattro stampe al carbone, sette all’albumina e quattro ai sali d’argento, tutte dedicate all’illustrazione di dipinti rinascimentali, in linea con il culto allora imperante per quella stagione gloriosa dell’arte italiana.
Sedici di esse provengono dalla raccolta del barone Michele Lazzaroni, figura affascinante di antiquario romano vissuto a cavallo fra Otto e Novecento, responsabile anche di “restauri” condotti al limite della falsificazione, come provano le tantissime riproduzioni possedute da Zeri.