La fototeca di Federico Zeri, “il più grande archivio privato al mondo”
La fototeca di Federico Zeri è costituita da circa 290.000 fotografie di opere d’arte che lo studioso ha ordinato per secoli, scuole e autori, secondo un criterio che si ispira alla tradizione storiografica dell’arte italiana e trova pochi confronti con altre fototeche d’arte.
I nuclei più ampi sono quelli di pittura italiana e straniera, scultura, architettura, archeologia e arti decorative, ai quali si aggiungono alcuni raggruppamenti tematici come le battaglie, la natura morta, i falsi. In particolare i fondi di pittura italiana (circa 145.000 fotografie) e di natura morta (circa 14.000 fotografie) rendono l’archivio fotografico di Zeri un unicum straordinariamente prezioso per la ricerca.
Le origini della fototeca risalgono al 1945 circa. Il suo arricchimento costante nei decenni a seguire fu spesso il frutto di acquisti mirati di interi fondi fotografici di studiosi (Antonio Muñoz, Umberto Gnoli, Evelyn Sandberg Vavalà…) e di antiquari (Giuseppe Sangiorgi, Giuseppe Bellesi, Fritz Mont…). Ma anche di lasciti e donazioni da parte di privati.
La fototeca è stata per Zeri lo strumento di lavoro privilegiato. I versi delle fotografie sono spesso corredati di note autografe (bibliografia, attribuzioni, provenienze, stato di conservazione delle opere) che trasmettono una straordinaria quantità di informazioni e rispecchiano il modo di lavorare dello studioso.