Il mestiere del conoscitore. La connoisseurship nel Seicento

a cura di Andrea Bacchi, Silvia Ginzburg, Alessandro Morandotti e Stefano Pierguidi

Bologna, Fondazione Federico Zeri
19-20-21 settembre 2019

Il quinto seminario dedicato a Il mestiere del conoscitore indaga il fenomeno della connoisseurship nel Seicento, sulla linea segnata dalle precedenti tappe che hanno affrontato le figure di Roberto Longhi (2015), Giorgio Vasari (2016), Wilhelm Bode e gli studiosi della scultura rinascimentale (2017), Federico Zeri (2018).
Questa volta in esame non è una singola personalità, ma un'intera stagione nella quale l'indagine stilistica, già praticata in precedenza e documentata dalle fonti segnatamente nel Cinquecento, non solo nel caso maggiore delle Vite di Giorgio Vasari, assume una nuova importanza, che apre la strada ai più maturi e consolidati sviluppi settecenteschi. Fin dall'inizio del Seicento, e poi con sviluppo crescente per tutto il secolo, la figura del conoscitore si impone con nuova padronanza dei propri strumenti, mostrando una consapevolezza senza precedenti nei metodi, nel ruolo e nell'influenza sulla riflessione critica e storiografica, sul gusto che indirizza le scelte nelle collezioni, sui criteri che ne sovrintendono gli allestimenti, sulle dinamiche di mercato, sulle vicende relative alla conservazione dei disegni, dei dipinti, delle sculture.
Partendo dall'analisi di alcuni momenti chiave della storia dell'arte e della letteratura artistica intesa nel senso più ampio del canone delle fonti prese in esame, dai testi a stampa a quelli manoscritti, alle voci degli inventari alle testimonianze relative al mercato dell'arte, il seminario mira ad analizzare il metodo di indagine dei conoscitori seicenteschi, con particolare attenzione al lessico utilizzato e talvolta forgiato ad hoc nell'analisi dei dati dello stile e nella definizione di ipotesi attributive e all'affinarsi della riflessione su aspetti ad esse legati, quali il concetto di autografia, il discrimine tra maestro e allievi, la distinzione tra originale e copia. Il principale obiettivo sarà quello di prendere in esame casi-studio riconducibili alla connoisseurship in senso stretto, interrogandosi sul valore allora assegnato all'attribuzione e all'intento di individuare l'identità stilistica delle opere d'arte.

In questo contesto verranno analizzati anche esempi di intelligenza degli stili del passato forniti nelle loro opere dagli artisti, spesso conoscitori essi stessi, e verrà messo a fuoco l'emergere di figure istituzionali impegnate nella valutazione delle qualità stilistiche e tecniche delle opere d'arte, quali intendenti e agenti di varia natura, attivi all'interno delle corti italiane, o delle prime figure di 'catalogatori' professionali, la cui attività è testimoniata da scritti di occasione, perizie e inventari.

 

Programma

Giovedì 19 settembre

10.30-13.00 

Presentazione del corso

Silvia Ginzburg, Università di Roma Tre
Le scuole pittoriche di Giovanni Battista Agucchi

Michele Maccherini, Università dell’Aquila
«Et io non ne compraro se non per ristoro e con ristoro di mie fatighe»: Giulio Mancini collezionista e conoscitore

Andrea Bacchi, direttore Fondazione Federico Zeri
Casa Bernini e Filippo Baldinucci: la nascita del catalogue raisonné e il problema dell’autografia nelle opere di scultura

14.00-18.00

Stefano Pierguidi, Sapienza, Università di Roma
«Quelli che intendono bene lo stile di questo Maestro la riconoscono tutta di sua mano». Scannelli e Bellori 'intendenti' di Raffaello

Linda Borean, Università di Udine
«Ghe xe molti deletanti che con le rechie varda». Aspetti della figura del conoscitore nella Venezia del Seicento

Alessandro Morandotti, Università di Torino
Scritti d'occasione per la promozione di opere d'arte


Venerdì 20 settembre

10.00-13.00

Fabrizio Federici, Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell'arte
Il “solus alumnus" di Giulio Mancini: Sebastiano Vannini e la connoisseurship dell'arte medievale

Marsel Grosso, Università di Padova
Giorgione, Tiziano e il problema della connoisseurship tra Ridolfi e Boschini

Lucia Simonato, Scuola Normale Superiore
«Erudito nella pittura» (e nella scultura). Rubens conoscitore dell'arte rinascimentale

Riccardo Naldi, Università di Napoli “L'Orientale”
«… prendendo in sue mani la fiaccola accesa …». Luca Giordano e le maniere degli antichi

14.00-18.00

Raffaella Morselli, Università di Teramo
Questioni di scelte e di liste. Daniel Nys e l'affare delle collezioni Gonzaga

Gelsomina Spione, Università di Torino
La costruzione di una collezione: le figure di esperti alla corte di Torino

Elena Fumagalli, Università di Modena e Reggio Emilia
Connoisseurship alla corte dei Medici

Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Università di Roma Tor Vergata
La connoisseurship del disegno: Filippo Baldinucci

Maria Rosa Pizzoni, Università di Roma Tor Vergata
Sebastiano Resta e la pratica del conoscitore

 

Sabato 21 settembre |sessione aperta al pubblico

10.00-13.00

Marco Collareta, Università di Pisa
Dall'artista conoscitore al conoscitore 'laico'

Angelo Mazza, Raccolte d'arte Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
Correggio, Lelio Orsi, padre Resta. Peripezie della connoisseurship seicentesca

Daniele Benati, Università di Bologna
Carlo Cesare Malvasia e gli esordi della scuola bolognese

  

Modalità di iscrizione

Il corso è rivolto a 40 giovani laureati, specializzandi e dottorandi di università italiane e straniere, selezionati sulla base del curriculum di studi e dei titoli presentati, e a operatori del settore (docenti, funzionari di musei, soprintendenze, istituti culturali). Ha la durata di 3 giornate.

Le domande di ammissione con le motivazioni del candidato, accompagnate da un breve curriculum degli studi con l’elenco delle eventuali pubblicazioni, dovranno pervenire entro giovedì 5 settembre alla segreteria della Fondazione Federico Zeri: .
Andranno indicati i dati anagrafici del richiedente, il codice fiscale, il recapito postale, telefonico e di e-mail.
I candidati ammessi saranno informati dalla Segreteria del corso entro martedì 10 settembre; dovranno poi, entro e non oltre venerdì 13 settembre, provvedere al pagamento della quota di iscrizione secondo le modalità che saranno comunicate.

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il seminario è riconosciuto dall’Ufficio Scolastico come attività di formazione per i docenti della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’art. 5 della Direttiva Ministeriale 21 marzo 2016, n. 170.


Quota di iscrizione

La quota di iscrizione, di 200,00 euro iva inclusa, comprende le spese di organizzazione e di insegnamento.

 

Sede del seminario

Fondazione Federico Zeri
Piazzetta Giorgio Morandi, 2
40125 - Bologna