Pittura italiana

La sezione Pittura italiana è costituita da più di 150.000 fotografie di dipinti dal XII al XX secolo.
È considerata la più ricca e significativa raccolta di origine privata sul patrimonio pittorico italiano. Presenta un ordinamento personale che rispecchia il metodo di lavoro di Zeri e riflette i suoi studi.
Per alcuni settori, come la pittura dal Duecento al Cinquecento, la quantità e la qualità delle immagini costituiscono un repertorio unico.
 
Opere oggi disperse o perdute sono documentate soltanto dall'archivio di Zeri.
In molti casi lo studioso raccoglieva più di una riproduzione per illustrare e documentare la storia e le vicende di ogni singola opera. Ciò rende la Fototeca Zeri una preziosa fonte di informazioni.
 
Di alcune opere o importanti cicli pittorici l'archivio conserva intere campagne fotografiche che riproducono integralmente i particolari dei dipinti o documentano restauri storici. Si ricordano le campagne fotografiche sugli affreschi con Storie dell'Apocalisse nella cripta del Duomo di Anagni, quelle nelle cappelle Bardi e Peruzzi affrescate da Giotto nella basilica di Santa Croce a Firenze, documentate prima dei restauri del 1958-1961.
 
Una rarità è costituita dall'importante serie di fotografie de Gli affreschi della vita di San Francesco e Gli affreschi del Vecchio e Nuovo Testamento nella Basilica superiore di Assisi fotografati da Giulio Bencini e Mario Sansoni, pubblicate negli anni quaranta del Novecento a cura di Pietro Toesca nella collana Artis Monumenta Photographice Edita.
 
Nel corso degli anni, Zeri ha salvato dalla dispersione e dalla distruzione interi archivi fotografici. Di particolare rilievo sono i fondi provenienti da studiosi come Evelyn Sandberg Vavalà, Umberto Gnoli, Franco Russoli e, per lo studio dell'architettura, quelli di Antonio Muñoz e Guglielmo Matthiae. Tra gli archivi fotografici di antiquari sono presenti quelli di Fritz Mont di New York, Sestieri e Sangiorgi di Roma, Longari di Milano, Pospisil e Semenzato di Venezia, che offrono uno spaccato della storia del gusto e del collezionismo fra  XIX e XX secolo.
 
Molte campagne fotografiche sono opera di fotografi attivi tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, che hanno fatto la storia della fotografia di documentazione artistica italiana: Alinari, Brogi e Sansoni di Firenze, Anderson, Vasari e Moscioni di Roma, Villani di Bologna, e molti altri.
 
A rendere particolarmente prezioso l'archivio Zeri sono le annotazioni autografe presenti sul verso delle fotografie e i numerosi appunti, lettere, perizie e articoli a esse allegati, frutto del suo instancabile lavoro di ricerca o della memoria storica di collezionisti e antiquari con cui lo studioso era in contatto. Tutto ciò costituisce una fonte ulteriore di informazioni, disponibili nel database della Fototeca Zeri.